Tu chi sei?
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E tu chi sei? Che cosa ti distingue dagli altri? Siamo corpo, pensiero, un insieme di relazioni, ma siamo poi sempre gli stessi? Siamo come caleidoscopi, fatti da innumerevole tessere di vetro colorato, siamo amici, genitori, figli, sorelle, lavoratori, amanti. A seconda di come giriamo il caleidoscopio, le tessere mutano aspetto. Sotto i nostri occhi le forme cambiano aspetto, si compongono in mille modi diversi, riflettono la luce del mondo e rivelano qualcosa di me.

“Il fascino di una perfezione fuori portata, disumana, quello di un corpo e di uno spirito che non hanno disfunzione, che non invecchiano e non muoiono, altera le nostre rappresentazioni dell’altro."
Charles Gardou, antropologo

Tu chi sei?

Grovigli
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Ognuno di noi è un intricato groviglio di emozioni, ricordi, relazioni che mutano nel tempo e nello spazio, che plasmano la nostra identità: un intricato groviglio di fili colorati che cambia ogni giorno insieme a noi. Al di là del nostro corpo, dei nostri talenti o delle nostre fragilità, dell’abito che indossiamo, dei piccoli o grandi limiti con cui conviviamo, ognuno di noi è molto di più, nessuno è riducibile ad una sua singola parte. Allo stesso modo, anche le persone con disabilità, non possono essere identificate e confuse con un deficit, con una sindrome o uno svantaggio: trisomico, paraplegico, autistico. Non sono nemmeno identificabili con le loro protesi, con le loro menomazioni e ancora meno con un istituto. Conoscere e incontrare l’altro significa scoprire quel colorato groviglio di storie e passioni che sta in ognuno di noi e che ci rende così uguali e così diversi.

Ho compreso, infine,
che nel bel mezzo dell’inverno,
ho scoperto che vi era in me
un’invincibile estate
E che ciò mi rende felice.
Albert Camus, scrittore

“Io vorrei conversare con te”. Piermario Fenaroli e i suoi fili invisibili rinchiusi nel suo corpo prigione.

Piermario Fenaroli ha narrato la sua storia in un libro: Prigioniero del mio corpo (2017, 82 pagine, tipografia Veladini). Il libro può essere richiesto direttamente all'autore all'indirizzo prigionierodelmiocorpo@gmail.com (costo CHF 12.-; costo in esposizione CHF 10.-)

Specchiati!
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L’incontro tra due persone avviene in primo luogo attraverso il corpo. Bello? Alto? Grasso? Storpio? Semplicemente diverso? Siamo così legati alla nostra apparenza che la usiamo spesso come metro di giudizio per avvicinarci o meno agli altri. La nostra forma, il nostro corpo, giovane, invecchiato, sgradevole o ben proporzionato si mostra al mondo, agli amici, ai colleghi, ai passanti, i quali ci restituiscono un’immagine spesso distorta, piegata o esaltata della nostra persona. È da questa apparenza - plasmata dagli sguardi degli altri - che si forma una parte della nostra identità. Ma tu, come mi vedi? Guardami e ascoltami! Al di là del corpo, ci sono storie di donne, uomini e bambini, così simili, così diversi.

Ogni incontro fra me e un altro in qualche modo mi rivela, rispecchiandomi
Andrea Canevaro, pedagogista

Ascolta la testimonianza di Nadja Schmid doppiata dalla voce di Cecilia Broggini

Uguale e diverso
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Alto, castano con gli occhi marroni, due braccia e due gambe: è normale? È normale chi coincide con la norma: la cosa più ricorrente. È normale solo il consueto, l’ordinario, il non eccezionale? Non siamo tutti uguali, non occorre quindi negare la diversità, ma bisogna allargare il concetto di norma. L’uomo ha mille modi per stare al mondo. Perché, dopotutto, a ben guardare, in quella normalità che inseguiamo e a cui ci aggrappiamo, anche i “normali” fanno fatica a riconoscersi: se immaginassimo di fondere tutti i nostri volti, per esempio, in un unico volto - il più normale di tutti - ci riconosceremmo? Non solo, tutti noi potremmo un giorno scoprirci estranei alla norma e diventare improvvisamente diversi.

Abituarsi alla diversità dei normali è più difficile che abituarsi alla diversità dei diversi.”
Giuseppe Pontiggia, scrittore

Ritratti collettivi (foto progetto: Simone Mengani). Bambine di tre classi della Scuola elementare di Molino Nuovo (55 bambini)

Ritratti collettivi (foto progetto: Simone Mengani). Bambini di tre classi della Scuola elementare di Molino Nuovo (55 bambini)

Ritratti collettivi (foto progetto: Simone Mengani). Ritratto delle granconsigliere (24 donne) ticinesi.

Ritratti collettivi (foto progetto: Simone Mengani). Ritratti dei granconsiglieri (66 uomini) ticinesi.

Ritratti collettivi (foto progetto: Simone Mengani). Ritratto dei giocatori del HC Lugano

Ritratti collettivi (foto progetto: Simone Mengani). Ritratto dei giocatori del HC Ambrì Piotta

Avvicinati!
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Accade proprio a tutti. Per un inciampo, un gene difettoso, ma anche semplicemente con la vecchiaia, il nostro corpo perde colpi. Siamo fatti così. Ma tra il corpo biologico, fatto di carne e ossa, e il corpo vissuto, fatto di emozioni e relazioni, esiste un ampio spazio di abilità, di opportunità… a condizione che i nostri limiti non diventino ostacolo o motivo di esclusione. La disabilità non è solo nelle persone con disabilità, è legata allo sguardo degli uni e degli altri, di chi ci sta attorno, all’accessibilità per tutti, al rispetto o meno dei diritti di ognuno. Quando queste attenzioni non ci sono, il deficit genera ulteriori svantaggi. Le persone più fragili si ritrovano così in un retroscena, un non-luogo segnato dall’invisibilità, in cui si può vivere solo tra parentesi, magari ricco di attenzioni specialistiche, ma comunque ai margini. In Svizzera ci sono circa un milione di persone che vivono una situazione di handicap: persone, non handicappati. Non dobbiamo ignorarlo. E allora incontriamoci!

La persona con disabilità rimanda ad ognuno le proprie ferite che siano fisiche o psicologiche, rimanda ad ognuno la propria umanità complessa e contradditoria.
Alain Goussot, pedagogista

Tommaso Mainardi si racconta a 360 gradi

Verso una società inclusiva
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Ridere e vivere insieme è un primo passo verso la rottura delle barriere, verso l’appartenenza e la costruzione di una società inclusiva: uno spazio flessibile, capace di offrire a tutti una “casa” e di migliorare la vita di tutti. Lo sappiamo, ciò che facilita la vita di uno è benefico anche per gli altri. La scommessa è quella di creare un ‘noi’ che racchiuda tutti. Non basta dunque appellarsi a una distaccata idea di uguaglianza e libertà. Una società inclusiva impone di agire, di superare pregiudizi e barriere, di abbandonare tutte quelle imposture e mistificazioni che ci legano ancora a un mondo in cui il diverso è il ‘mostro’ da mostrare, o il ‘poverino’ da aiutare. Una società inclusiva implica la capacità collettiva di farsi carico dell’invisibilità e della vulnerabilità, una sfida personale e sociale.

Peggiore dell’indignazione è la rassegnazione, peggiore della protesta sono l’abitudine e l’indifferenza. Non bisogna guarire dal male degli altri. Una società inclusiva difende il diritto di vivere ma anche quello di esistere.
Charles Gardou, antropologo

The eyes of a child – Associazione Noemi www.assonoemi.fr

Convenzione ONU
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La Svizzera ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità nel 2014, impegnandosi nella promozione dell’autonomia, nel sostegno alla piena partecipazione in ogni ambito della vita e nella lotta contro la discriminazione delle persone con disabilità. Una guida quotidiana, per costruire e ricamare una cultura del rispetto. Una cultura senza pregiudizi, che consideri l’umano nella sua naturale esistenza. Diritti fondamentali descritti in 50 articoli per promuovere una società inclusiva, che arrivi a prevedere la partecipazione all’esistenza di tutti, ognuno a ‘modo’ suo.


Hai diritto di viaggiare e andare dove vuoi,
chiedendo l’aiuto per spostarti se ne hai
bisogno.

Hai diritto di sapere tutte le cose che ti
interessano usando internet, leggendo i
giornali e i libri, guardando la TV, ascoltando
la radio, …

Sei libero di avere le tue idee e di dirle.

Nessuno deve farti del male.

Hai diritto di vivere in un posto che ti piace.

Hai diritto ad avere uno spazio tutto per te e
ad avere delle cose tue, che puoi usare solo
tu e nessun altro senza il tuo permesso.

Hai diritto di andare a scuola insieme a tutti
gli altri, di fare le scuole che vuoi e di
scegliere cosa vuoi studiare.

Hai diritto ad avere un aiuto per imparare a
fare le cose da solo.
Hai diritto di imparare a fare le cose che ti
servono per lavorare e guadagnare dei soldi.

Hai diritto di andare alla gita scolastica, al
cinema, a teatro, al parco giochi, al museo, in
biblioteca e in palestra insieme ai tuoi amici.

Se vuoi dire qualcosa ai politici lo puoi fare e
hai anche il diritto di votare e candidarti alle
elezioni.

Approfondimenti e testo completo della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità presso il sito del Consiglio federale.