Storie

Io sono un uomo normale - Piermario Fenaroli

Subito dopo la nascita i medici dissero che ero clinicamente morto. La levatrice, in un ultimo disperato tentativo, mi praticò la respirazione artificiale e così tornai alla vita, e ora sono qui a raccontarvi la mia storia. È da quando sono nato che sono imprigionato nel mio corpo spastico incapace di muoversi e di esprimersi. La gente quando mi vede è stupita: hanno paura ad avvicinarsi. Ma io sono come voi. E come tutti, per essere felice, vorrei essere accettato così come sono. Chi m’incontra non vorrebbe vivere nella mia condizione neppure per un minuto. Sarebbe insopportabile. Allora s’immagina che io non sia come lui, che nella mia prigione io riesca a star bene e a divertirmi. Con il sorriso, la battuta scherzosa e l’ironia, tenta di esorcizzare l’imbarazzo che la mia presenza gli suscita. Spesso io, incapace di essere me stesso e di esprimere i miei veri sentimenti, reagisco nel modo che piace a lui, fingendo di stare al gioco, di accettare la battuta ironica, di divertirmi. Così in questo gioco di finzione sono tutti più tranquilli. Io chi sono? Io sono un uomo normale, anche se in carrozzella. Sono come voi. Anche se fatico a parlare. Mi chiamo Piermario.

Sono diventato più vivo di prima – Claudio Moneta

Non auguro a nessuno di schiantarsi con una moto a 100 km/h contro un auto. Forse dubiterete della mia buona fede - forse anch’io a volte ho dei dubbi su quel che vi sto dicendo - ma credetemi, di tutto quello che mi è successo nella vita l’unica cosa che non cambierei è stato proprio quell’incidente stradale. A me è successo, e sono diventato più vivo di prima. Mi sono trovato sull’asfalto come un bambolotto smontato, muovevo solo la testa. Sul momento ero arrabbiato come una vipera, perché mi dicevo: tutta sta vita e ora per una stupida distrazione vado a morire come un cretino. Ricordo il rumore, l’odore del sangue, il nascere del dolore, ricordo la visione delle mie braccia spappolate, dentro la tuta il corpo era tutto girato, le braccia molli, la pancia che esplodeva. Ricordo la gente intorno a me. Ero convinto che sarei morto, e invece dopo 12 giorni di coma, mi sono risvegliato. Se oggi faccio il calcolo di Claudio dopo l’incidente e sottraggo il Claudio prima dell’incidente esce qualcosa di positivo. L’incidente mi ha regalato non solo il dolore che porto nel corpo come un promemoria, ma anche la consapevolezza di andarsi bene per quello che si è. No, non auguro a nessuno di schiantarsi con una moto, eppure a me è successo, e sono diventato più vivo di prima.

La mia storia è questa... - Marina Lurati

Lavoro in una mensa di una scuola dell’infanzia da 8 anni. Sono aiuto cuoca. Mi piace il mio lavoro. Aiuto a cucinare, stiro e sto bene con i miei colleghi. Sono fortunata a lavorare in una scuola dell’infanzia, perché mi piacciono i bambini. Sono divertenti e sono felici, soprattutto quando per pranzo prepariamo la pizza e il gelato. Il lavoro mi insegna tanto e con la mia responsabile ho imparato tante cose che mi servono per la vita. Oltre al lavoro ho degli hobby: il lunedì ho danza, il giovedì nuoto e al sabato, d’inverno, vado a sciare con un gruppo. Io sono Marina. Ho 27 anni e sono una ragazza con la sindrome di Down. Ho un nuovo fidanzato e sto bene. Vivo con la mia famiglia. Ora anche un nipote. Devo avere una responsabilità anche verso di lui, ora. Se lui ha bisogno di me io voglio esserci. Quello che di più grande fanno i miei genitori è aiutarmi a capire e conoscere tante cose, per permettermi di diventare grande, per andare sempre più in avanti. E mi insegnano a coltivare i miei sogni.

Non smettere di rincorrere i propri sogni - Laura Cantù

Sono passati ormai 10 anni da quando mi sono seduta su una sedia a rotelle per una malattia muscolare, una rara miopatia che non mi permette più di stare in piedi. Non avrei mai pensato di finire con due ruote sotto il sedere. Io sono una persona normale. Una donna con sogni, speranze e paure, con forze, passioni ed emozioni, esattamente come tutti gli altri. Non mi reputo una persona diversa. Ora sono su una sedia a rotelle, ma, anche se può sembrare strano, a volte dico grazie alla mia malattia, perché fermandomi e riflettendo, mi accorgo che io sono diventata la persona che sono oggi proprio grazie alla malattia. Da quando sono in sedia a rotelle ho riscoperto la passione per il teatro e la danza: linfa vitale per me. Da allora, il palco è il mio mondo. È come se fosse un simbolo: la sedia a rotelle è il motore della mia vita e la conferma di quello che ho sempre pensato, cioè che si può continuare a rincorrere i propri sogni, a prescindere dalle difficoltà che la vita ti presenta. Non bisogna mai fermarsi. Io li rincorro ancora oggi, sempre di più. Certo, mi piacerebbe ritornare in piedi, ma non vorrei perdere la persona che sono diventata adesso. Mi piacerebbe riguardare il mondo da in piedi, dopo questo percorso lo guarderei con occhi diversi. Questa sarebbe una nuova sfida: chissà che la vita non me la proponga?

Video

Per la creazione dell’esposizione sono stati realizzati numerosi video, molti non sono stati usati nell’allestimento e sono qui raccolti insieme ad altri video di Pro Infirmis. Un grazie a chi ha voluto donarci la propria testimonianza, senza di loro il progetto non sarebbe stato possibile: Laura Cantù, Piermario Fenaroli, Claudio Moneta, Christian Lohr, Nadja Schmid, Tommaso Mainardi, Marina Lurati, Laura Sciucchetti. I video dell’esposizione sono stati realizzati dal regista e videomaker David Induni (www.davidinduni.com).

Testimonianze

Christian lohr (voce doppiaggio Federico Caprara)

Claudio Moneta

Laura Cantù

Laura Sciuchetti (voce doppiaggio Patrizia Salmoiraghi)

Piermario Fenaroli (voce doppiaggio Vittorio Bestoso)

Tommaso Mainardi

Testimonianze VR

Tommaso Mainardi

Laura Sciucchetti

Piermario Fenaroli

Christian Lohr

Laura Cantù

Spot TV

Spot Tu! con Claudio Moneta

Spot Tu! con Giancarlo Sonzogni

Spot Tu! con Laura Cantù

Spot Tu! con Laura Sciuchetti

Spot Tu! con Piermario Fenaroli

Video didattici

Il pentolino di Antonino è un film realizzato con tecnica stop motion, prodotto dalla JPL Films (2014), regia di Eric Montchaud. Il film è tratta dall'omonimo libro La petite casserole d'Anatole di Isabelle Carrier (Bilboquet, 2009). Premio César per il miglior cortometraggio d'animazione

Nessuno è perfetto - spot Pro Infirmis (2013) - Nel periodo dell'Avvento, la Bahnhofstrasse si presenta nella sua veste più fastosa e scintillante. Nelle vetrine di cinque negozi di moda, oggi spiccheranno tuttavia alcuni manichini particolari: riproduzioni in grandezza naturale di Jasmin Rechsteiner, Miss Handicap 2010, Alex Oberholzer, presentatore radiofonico e critico cinematografico, Urs Kolly, atleta, Nadja Schmid, blogger, ed Erwin Aljukic, attore.

Avvicinatevi - spot Pro Infirmis (2011) - Pro Infirmis fa un esperimento. In generale le persone non hanno niente contro i disabili. Tuttavia, il posto sull'autobus accanto a Fabian rimane vuoto. I disabili sono una normale parte della nostra società. Dunque: avvicinatevi.



La paura paralizza - spot Pro Infirmis (2016) - In Svizzera, 800'000 persone sono in cura per via dei disturbi d’ansia. Le persone colpite soffrono ad esempio di attacchi di panico ripetuti o di demofobia a un punto tale da non riuscire più a far parte della società. L’ansia è un disturbo da prendere sul serio.

Simposio "L'illusione della normalità"

Tu come mi vedi? Martina Fuga, genitore

La natura è perfetta? Telmo Pievani, filosofo della scienza

Il fascino delle cose storte. Riccardo Blumer, architetto e designer

Eliminare l'imperfezione. Francesca Rigotti, filosofa

Storia dell’imperfezione. Andrea Canevaro, pedagogista

Vers une société inclusive. Charles Gardou, antropologo

Il dolore innocente. Vito Mancuso, teologo

Esiste un diritto alla diversità? Adriano Previtali, avvocato

Download

Libretto Tu! Un percorso sulla diversità (pdf – 1.8MB)
Una raccolta di testi e testimonianze per rivivere l’esposizione.

Cartolina espozione Tu! (pdf - 576kB)

Pieghevole-locandina esposizione Tu! (pdf - 3.9MB)

Ritratto Pro Infirmis (pdf - 3.2 MB)
Le informazioni principali sull'attività e le prestazioni di Pro Infirmis.

Pro Infirmis in un colpo d’occhio (pdf - 0.5 MB)
Le attività e i contatti di Pro Infirmis Ticino e Moesano.

Bibliografia di riferimento dell’esposizione (pdf - 0.2 MB)